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I Maestri di Sitar e l'Epoca d'Oro

  • Immagine del redattore: Remo Scano
    Remo Scano
  • 9 dic 2025
  • Tempo di lettura: 7 min

L'epoca che si estende dalla metà del XX secolo fino ai primi decenni del XXI, rappresenta un periodo di straordinaria fioritura artistica nella storia della musica classica indiana. In questi decenni, una generazione eccezionale di maestri ha portato lo strumento a livelli di raffinatezza tecnica ed espressiva senza precedenti, consolidando tradizioni secolari e aprendo nuove vie interpretative. I virtuosi del sitar, non solo hanno preservato l'eredità delle grandi gharana (scuole musicali), ma hanno anche contribuito a diffondere la musica indiana nel mondo, trasformando il sitar in un'icona culturale globale.


La Tradizione delle Gharana


Il sistema delle gharana costituisce il fondamento dell'apprendimento musicale indiano. Ogni scuola si distingue per particolari caratteristiche stilistiche, tecniche specifiche e repertori tradizionali tramandati attraverso il rigoroso sistema guru-shishya parampara (la trasmissione diretta da maestro a discepolo). Le principali gharana associate al sitar includono quella di Imdadkhani (o Etawah), Senia (con le sue ramificazioni di Rampur e Maihar), e quella di Bishnupur, ciascuna con una propria identità sonora e filosofica.


Galleria dei Maestri


Ustad Vilayat Khan (1928-2004)



Figura monumentale della gharana Imdadkhani, Vilayat Khan ha rivoluzionato l'estetica del sitar con il suo approccio gayaki ang (stile vocale), cercando di imitare le sfumature della voce umana attraverso lo strumento. La sua tecnica del meend (glissando) era di una fluidità e precisione straordinarie, creando frasi melodiche di rara bellezza lirica. Vilayat Khan ha anche introdotto importanti modifiche organologiche allo strumento, eliminando alcune corde per ottenere un suono più puro e cristallino. Il suo fraseggio elegante e la sua capacità di sviluppare elaborazioni melodiche complesse con apparente semplicità lo hanno reso uno dei sitaristi più influenti del secolo.




Pandit Ravi Shankar (1920-2012)



Indiscutibilmente il maestro che ha portato la musica classica indiana all'attenzione mondiale, Ravi Shankar è stato allievo di Allauddin Khan, fondatore della gharana di Maihar. La sua straordinaria carriera ha abbracciato sia la tradizione che l'innovazione: mentre preservava rigorosamente i principi della musica classica indostana, ha esplorato collaborazioni con musicisti occidentali e composizioni orchestrali. La sua tecnica era caratterizzata da un jor (sezione ritmica libera) potente e da composizioni (gat) complesse e innovative. Oltre alle sue capacità interpretative, Ravi Shankar si è distinto come compositore e pedagogo, formando generazioni di musicisti e componendo opere per sitar e orchestra che hanno ampliato il vocabolario espressivo dello strumento.




Ustad Imrat Khan (1935-2018)



Fratello minore di Vilayat Khan, Imrat Khan è stato uno dei pochi maestri a eccellere sia nel sitar che nel surbahar. Rappresentante della tradizione Imdadkhani, ha sviluppato uno stile personale che combinava la grazia melodica tipica della sua gharana con una profondità tonale particolare. Il suo approccio al raga era meditativo e contemplativo, privilegiando lo sviluppo graduale dell'atmosfera emotiva (rasa) attraverso elaborazioni pazienti e sofisticate. Come il fratello, ha contribuito significativamente alla diffusione della musica indiana in Occidente, stabilendosi negli Stati Uniti negli ultimi decenni della sua vita.



Pandit Nikhil Banerjee (1931-1986)



Considerato uno dei più grandi interpreti nella storia del sitar, Nikhil Banerjee incarnava l'ideale del musicista asceta, totalmente devoto alla propria arte. Allievo inizialmente di Ustad Allauddin Khan e successivamente di suo figlio Ali Akbar Khan, Banerjee ha sviluppato uno stile di straordinaria intensità spirituale. La sua esecuzione era caratterizzata da una purezza tonale impeccabile, un senso ritmico raffinato e una capacità unica di comunicare le emozioni più sottili di ogni raga. Il suo alap (introduzione libera) era particolarmente celebrato per la sua profondità meditativa e per la graduale rivelazione dell'essenza del raga. Nonostante una vita relativamente breve, la sua eredità artistica continua a influenzare profondamente i sitaristi contemporanei.



Pandit Manilal Nag (1939-vivente)



Esponente della tradizione della gharana Vishnupur del Bengala, Manilal Nag rappresenta una linea stilistica distinta, caratterizzata da un approccio particolarmente melodico e da una tecnica raffinata dello strokes sulla mano destra. La scuola Vishnupur, originariamente associata al dhrupad (il più antico genere vocale classico indiano), conferisce al suo stile una qualità austera e meditativa. Nag è noto per la sua interpretazione contemplativa dei raga e per la sua capacità di mantenere la purezza tradizionale pur esplorando sottili innovazioni espressive. La sua dedizione all'insegnamento ha assicurato la continuità di questa importante tradizione regionale.



Pandit Amarnath Mishra (1943-2015)



Maestro della tradizione di Varanasi, città sacra sulle rive del Gange e importante centro della cultura musicale indiana, Amarnath Mishra rappresentava una linea stilistica profondamente radicata nella spiritualità hindu. La sua interpretazione era caratterizzata da una ricerca della dimensione trascendente della musica, considerata come forma di meditazione e devozione. Il suo stile incorporava elementi della tradizione vocale dhrupad e della tradizione strumentale, creando una sintesi particolarmente espressiva. Sebbene meno conosciuto a livello internazionale rispetto ad altri maestri, Mishra ha goduto di grande stima tra i conoscitori per la profondità e l'autenticità della sua arte.



Ustad Shahid Parvez (1955-vivente)



Rappresentante della nuova generazione della gharana Etawah, Shahid Parvez ha ereditato la tradizione della famiglia Khan attraverso suo padre Ustad Aziz Khan. Il suo stile combina la raffinatezza melodica caratteristica della sua scuola con una tecnica virtuosistica impressionante e un senso ritmico particolarmente dinamico. Parvez è celebrato per la sua capacità di creare tensione e rilascio drammatico attraverso elaborazioni ritmiche complesse (layakari) e per la sua interpretazione contemporanea che mantiene salde radici nella tradizione. La sua esecuzione è caratterizzata da una combinazione di lirismo e potenza tecnica che lo ha reso uno dei sitaristi più acclamati della sua generazione.



Ustad Shujaat Khan (1960-vivente)



Figlio e discepolo di Vilayat Khan, Shujaat Khan ha ereditato e sviluppato ulteriormente l'approccio gayaki ang paterno. La sua tecnica è caratterizzata da un controllo eccezionale del meend e da una capacità straordinaria di produrre ornamentazioni melodiche complesse con fluidità e grazia. Shujaat ha anche esplorato fusioni creative con altre tradizioni musicali, collaborando con artisti di diversi generi pur mantenendo un profondo rispetto per la tradizione classica. La sua interpretazione combina la raffinatezza estetica della gharana Imdadkhani con una sensibilità contemporanea, rendendo la musica classica indiana accessibile a nuove generazioni di ascoltatori.



Ustad Nishat Khan (1965-vivente)



Altro figlio di Imrat Khan, Nishat Khan rappresenta la continuazione della tradizione Imdadkhani nel XXI secolo. Il suo stile incorpora la profondità tonale e l'approccio meditativo paterno, arricchito da una tecnica virtuosistica personale e da un'apertura verso collaborazioni interculturali. Khan è particolarmente noto per la sua capacità di bilanciare la tradizione rigorosa con l'innovazione, creando composizioni originali che rispettano i principi fondamentali del sistema dei raga pur esplorando nuove possibilità espressive. La sua carriera internazionale ha contribuito significativamente alla diffusione della musica classica indiana nel mondo.



Pandit Budhaditya Mukherjee (1955-vivente)



Esponente della tradizione Senia attraverso la linea di Imdad Khan, Budhaditya Mukherjee è riconosciuto per la sua tecnica impeccabile e per la sua interpretazione rigorosa e intellettualmente sofisticata. Il suo approccio è caratterizzato da una particolare attenzione alla struttura formale del raga e da elaborazioni ritmiche complesse eseguite con precisione matematica. Mukherjee è anche uno studioso della teoria musicale indiana e il suo insegnamento combina pratica strumentale e comprensione teorica. La sua interpretazione è apprezzata per la chiarezza architettonica e per la capacità di rivelare le strutture profonde della musica classica indostana.



Ustad Rais Khan (1939-2017)



Maestro versatile che ha eccelso sia nel sitar che nella chitarra slide indiana, Rais Khan proveniva dalla tradizione di Indore. Il suo stile era caratterizzato da una particolare sensibilità per le sfumature dinamiche e da un approccio espressivo che enfatizzava la componente emotiva della musica. Khan era particolarmente celebrato per la sua interpretazione di raga serali e notturni, nei quali la sua capacità di creare atmosfere evocative emergeva pienamente. La sua tecnica combinava precisione e spontaneità, permettendogli di comunicare con immediatezza l'essenza emotiva di ogni composizione.



Ustad Abdul Halim Jaffer Khan (1927-2017)



Figura unica nel panorama dei maestri di sitar, Abdul Halim Jaffer Khan proveniva dalla tradizione dell'India meridionale e ha sviluppato uno stile che incorporava elementi della musica carnatica (la tradizione classica del sud dell'India) nell'idioma indostano. Questa sintesi ha prodotto un linguaggio musicale particolarmente ricco e distintivo, caratterizzato da ornamentazioni elaborate e da un approccio ritmico influenzato dai complessi cicli temporali della musica carnatica. La sua interpretazione dimostrava come le tradizioni musicali indiane,pur distinte, condividano principi estetici fondamentali che permettono dialoghi creativi fecondi.



Pandit Kartick Kumar (1958-2017)



Maestro della gharana Maihar attraverso la linea di Ravi Shankar, di cui era nipote, Kartick Kumar rappresentava la continuazione di questa importante tradizione. Il suo stile era caratterizzato dalla sintesi tra il rigore compositivo tipico della scuola Maihar e una sensibilità melodica personale. Kumar era particolarmente apprezzato per la sua capacità di sviluppare alap contemplativi e per le sue interpretazioni di raga mattutini, nei quali la sua tecnica delicata e il suo approccio meditativo emergevano con particolare efficacia. La sua prematura scomparsa ha rappresentato una grave perdita per la comunità musicale.



Le Maestre: Voci Femminili nell'Arte del Sitar

La tradizione del sitar, storicamente dominata da figure maschili, ha visto nel corso del XX secolo l'emergere di importanti musiciste che hanno dovuto affrontare barriere culturali significative per affermarsi in questo campo. Queste artiste hanno non solo dimostrato eccellenza tecnica e sensibilità interpretativa, ma hanno anche aperto la strada a future generazioni di musiciste.


Vidushi Jaya Biswas rappresenta una delle voci femminili più rispettate nella musica classica

indiana. La sua interpretazione è caratterizzata da una particolare sensibilità per le sfumature emotive e da una tecnica raffinata che dimostra come l'eccellenza artistica trascenda le questioni di genere.


Vidushi Manju Mehta è stata una pioniera che ha contribuito significativamente alla legittimazione delle donne come interpreti di sitar. Il suo stile combinava rigore tecnico e sensibilità espressiva, aprendo nuove possibilità per le musiciste nella tradizione classica indostana.


Vidushi Kalyani Roy ha portato avanti la tradizione con dedizione e competenza, sviluppando uno stile personale che riflette sia la formazione tradizionale che una sensibilità contemporanea. La sua carriera ha dimostrato che le musiciste possono raggiungere i più alti livelli di maestria strumentale.


Vidushi Krishna Chakraborty rappresenta la continuazione di questa importante linea di musiciste che hanno arricchito la tradizione del sitar con le loro prospettive uniche e la loro eccellenza artistica.


L'Eredità e il Futuro


L'epoca d'oro del sitar ha lasciato un'eredità artistica di inestimabile valore. Questi maestri non solo hanno perfezionato le tecniche strumentali e preservato repertori tradizionali, ma hanno anche dimostrato la capacità della musica classica indiana di parlare un linguaggio universale. La loro influenza si estende ben oltre i confini dell'India, avendo ispirato musicisti di ogni tradizione e contribuito al dialogo interculturale attraverso il linguaggio universale della musica.


Oggi, mentre le nuove generazioni di sitaristi continuano questa tradizione, l'eredità di questi maestri fornisce sia un punto di riferimento che un'ispirazione per ulteriori sviluppi. La sfida contemporanea consiste nel mantenere la profondità e il rigore della tradizione classica adattandosi alle realtà di un mondo musicale in rapida trasformazione, assicurando che questa straordinaria forma d'arte continui a fiorire e a evolversi.



 
 
 

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